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| E’ risorto! |
Primavera che nasce,
calmo ruscello che scioglie l’ultima neve,
gemma che si schiude allo sguardo empireo,
esulta al sorriso del sole
e bagnata dalla prima rugiada
saluta il fresco albore.
Il sole s’addentra coraggioso
negli spazi oscuri e in ombra
dove anime ancora in lutto
piangono la morte di Colui,
che senza difetto e senza macchia,
sul Gòlgota fu crocifisso e sepolto.
Passato il Sabato,
Maria Maddalena e l’altra Maria
al sepolcro in fretta s’appressano
e, a loro sorpresa, nessuno videro,
ma solo la tomba aperta e vuota
e un presunto custode,
che, commosso: “Maria!” chiamò.
Ed essa allora Lo riconobbe.
E’ Lui, il Cristo Risorto,
la realizzazione piena del mistero,
che si è espresso a nostro favore,
riscattandoci dalla contraddittorietà, dall’effimero.
E’ Lui il nostro traguardo inaudito
sorgente di speranza, da cui attingere
nuove motivazioni e nuovo stile di vita,
amore vero e misericordia infinita.
Elena Heru |
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| Donna, onore a te! |
Nel grande tuo spazio interiore
custodisci saggezza e lungimiranza,
ascolto singolare dell’animo umano,
accoglienza rispettosa dell’essere in ricerca
di senso e direzione della propria vita.
Consapevolezza dei tuoi passi cerchi
con instancabile ardore e slancio
nel rivederti e analizzarti imparando
a trarre elementi di nuove conoscenze,
chiarezza, diritto di abitare la tua anima.
Volontà e intraprendenza ti spingono
nell’operare, mettendo in gioco capacità,
intelligenza, pazienza, fortezza d’animo,
il bene a cui tutti possono attingere e
ritrovare la garanzia di un futuro nuovo.
Con delicato ascolto accompagni
i momenti del tuo esistere in relazione,
fuggendo indifferenza, superficialità e
leggerezza di spirito, andando verso
l’essenzialità, significato e valori di vita.
Con sguardo penetrante viaggi nell’anima
alla scoperta dell’essenza dell’esistenza che
risiede nel pensiero constante di pace e gioia,
nella volontà di conoscenza profonda, di senso,
di dedizione, di servizio del bene comune.
Sr. Anisoara Sandru
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| Sentimenti di donna |
Dedicata a tutte le donne in occasione della festa dell'8 marzo
Donna,
il tuo pianto
dà inizio alla pioggia,
e col fiato che serra la gola,
con desiderio d’abbandono
fuggi sui lidi più vicini,
per confidare al mare il tuo dolore celato,
per i figli che non hai più,
per chi t’era più caro, amico che è scomparso,
ma anche per l’uomo che ti è avversario
e pesta ancora
con il calcagno della superiorità
la tua dignità.
Nello specchio delle acque,
più volte,
tu vai a scorgere quel volto sfigurato,
le cicatrici della tua anima ferita,
spesso vestita di nero,
che speri di guarire nella pace
e nuovamente ricomporre,
senza vibrare odio e violenza
per chi
così terribilmente ti ha trafitta.
Dal mare,
in un abbraccio ti lasci avvolgere
e dalle sue onde trasportare
verso orizzonti d’infinito,
di quiete profonda,
dove il sole a braccia aperte ti accoglie,
ti fa sperare,
e per poco ti fa dimenticare
le angosce, le paure e le fatiche d’ogni giorno,
che ti privano della serenità, della libertà
e del tuo sogno
d’essere la musa prediletta
per ogni essere,
per ogni uomo.
Sul mare,
anche oggi,
per te,
ondeggiano fiori,
impregnati di singolari fragranze,
di colori, di ritratti,
di sentimenti, di ricordi,
che narrano di te,
di chi tu eri e di chi veramente sei,
e niente può nascondere
le tracce che hai lasciato e che lasci,
dove sei passata e dove passi;
niente può eclissare
la tua grandezza, la tua unicità
d’essere donna,
mamma,
moglie, amica,
d’essere armonia, canto
che dono si fa.
sr. Elena Heru
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| NATALE |
Ormai il tramonto, dietro le fitte nubi d’inverno,
l’incanto di rubino perde,
e nel sussurro della tramontana
la neve candida
teneramente
a grandi fiocchi scende,
coprendo col suo manto argenteo
verdi cedri,
alte montagne,
ruscelli d’acqua,
gli ultimi passi,
ogni ignudo che resta.
Di quiete s’avvolge la terra,
il cielo si terge,
vigila la luna.
Il tempo è compiuto:
una gemma d’antica luce
verso la terra
allo sguardo delle stelle
e musica d’angeli
viaggia.
La promessa davidica:
“oggi” si adempie
nel Figlio che nasce
da un vergine grembo.
Per la nostra salvezza
Egli entra nella storia
e con noi condivide la sua eredità
dell’umanità filiale,
segno di benedizione e di solidarietà,
speranza inestinguibile,
che dono si fa
e l’armonia perduta
ricompone.
sr. Elena Heru
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| Vento di novembre |
Silenzio intorno.
Dietro il sipario di nebbia, strappato
dalla soave e aggraziata luce dell’alba,
impregnata della vostra presenza,
le lacrime di pioggia,
che bagnano il mio viso,
le foglie dorate e fluttuanti
che senza suono
cadono
e mi accarezzano
nel tenero abbraccio del vento,
la cui voce soave,
per voi,
il requiem intona.
Aria fredda,
fremiti nel cuore,
sospiro del vento che trema
al ricordo di voci
che amo e conosco,
che rincorro,
ma che non posso trattenere,
sentire e abbracciare.
Palpiti che evocano
l’ultima stretta di mano,
l’ultimo sguardo,
l’ultimo abbraccio
dell’improvviso viaggio senza ritorno,
di un addio
che nelle campane dai funebri accordi
scolpiti han lasciato i vostri volti.
Scruto l’Infinito,
dove il mare si unisce con il sereno cielo in un trapasso indefinito
e con forza spero
di avanzare nella calma e nella bufera di questa vita
e di salpare
tra le nubi, seguendo i riflessi di una luce intramontabile
e il vento favorevole
nella quiete di una brezza dove posso incontrarvi,
dove l’incolmabile vuoto e il dolore
trovino il confine
e diventino
condivisione, preghiera.
Così le foglie d’autunno
porteranno la vostra impronta
e mi dipingeranno il sentiero di tinte che ho perduto.
Così le stelle, la luna, il vento
saranno per me certezza
che sono di voi viva presenza,
l’inchiostro e l’ispirazione
per la mia penna.
Elena Heru
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