Teodora Campostrini: una “scia” di luce

Vivere la vita e inabissarti
nell’amore,
è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri
La tua strada verso Lui,
vivere perché ritorni
al mondo l’unità.
                                                                                             Scoprirai allora il cielo
Dentro di te,
 
una scia di luce lascerai,
una scia di luce lascerai,
… lascerai … lascerai …

 

 

Sono 160 anni che sei morta!
 
Era il 22 maggio 1860, e, ancor oggi, 22 maggio del 2020, noi ti ricordiamo con affetto, con stima e grande rispetto.
Tu non immaginavi di certo che il tuo ricordo si potesse protrarre nel tempo così a lungo. Non lo pensavi, non lo potevi pensare perché il tuo cuore e la tua mente erano “occupati” da affetti e riflessioni che miravano a costruire, nella tua e altrui interiorità, chiara consapevolezza della possibilità di realizzazione piena, duratura, profonda del proprio sé, come risposta al disegno e progetto divino: essere ad immagine e somiglianza del Creatore.
Per questo hai lasciato una “scia di luce” sulla nostra strada.
Se tu non avessi costruito chiara consapevolezza in te stessa, prima di tutto, se tu non avessi faticato perché altri potessero seguire il percorso educativo che tu indicavi con la tua stessa vita, noi oggi non avremmo chiaro l’obiettivo del tuo carisma, non avremmo la tua “scia di luce” che ci facilita la comprensione della complessità delle tue indicazioni impegnative.
 
Le prime Suore, che hanno con te vissuto, nel momento della tua agonia e morte ti descrivono con aggettivi superlativi, intendendo, in tal modo, esprimere i sentimenti di sincera ammirazione che per te nutrivano.
Ti chiamavano:
“Degnissima Madre Fondatrice”,
“Arcicarissima nostra Madre Fondatrice”,
“Buona Madre”,
“Ottima Madre”.
Così si legge nelle cronache del tempo, mentre vengono descritti gli ultimi istanti della tua vita.
Esse ti hanno accompagnato con profondo affetto negli ultimi giorni, e, nel momento in cui hai ricevuto con straordinaria devozione l’Estrema Unzione, lasciarono, “per quella mezz’ora, sole le ragazze di scuola, e, tutte insieme, raccolte, assistettero alla sacra Funzione”. “Ricevuto, l’ottima Madre l’Olio santo, con segni di straordinaria divozione, ci accolse tutte nella sua camera e come fummo inginocchiate attorno al suo letto, non avendo Ella forza di parlare, Mons. Polidoro prese la parola in sua vece…”
E, infine, tu, con grande sforzo, le hai tutte benedette: “Ed Ella alzando la mano ci benedisse”.
E il 22 maggio, giorno del tuo trapasso, le tue Suore hanno vissuto con intensità i tuoi stessi ultimi istanti: “Alle ore 6.15 pomeridiane la Degnissima ed arcicarissima Madre Fondatrice, senza le angosce dell’agonia, rendeva placidamente l’anima al suo Creatore, lasciando noi orfane dell’ottima fra tutte le Madri”.
La fama di ciò che eri e di ciò che hai fatto non era un segno interno, ma tutti coloro che ti hanno conosciuta, portavano in sé ammirazione e rispetto.
 
“Fu visitata dall’Ill.mo Monsignor Vescovo Benedetto De Ricabona e dal suo Vicario, Monsignor Rev.mo Antonio Canonico Marchi, dal Rev.mo don Caprara Arciprete dei SS. Apostoli, da Monsignor Giuseppe Canonico Polidoro, padre spirituale, da don Lorenzo Bonato”.
 
Le tue prime Suore, infine, non vollero portarti al camposanto, ma vollero che tu rimanessi con loro e il tuo riposo eterno fosse proprio nel cuore della Casa Madre, in quella Casa da te scelta e abitata:
 
“Abbiamo presentato alla Municipalità una supplica per ottenere che fosse sospesa la tumulazione della Salma della nostra Fondatrice, essendo voto concorde di seppellirla nella Chiesa dell’Istituto”.
 
E così, ora, la tua tomba è ancora vicino a noi, segno visibile della “scia di luce”, lasciata nel nostro cuore.
 
Oggi, ci accostiamo a quella tomba con profondo rispetto, mentre sentiamo che la tua vita è pienezza di vita, mentre vediamo e accogliamo la “scia di luce”, che hai lasciato a noi e attorno a noi.
 
Grazie, arcicarissima nostra Madre Fondatrice!

 

Sr. M. Fernanda
a nome anche di tutte le tue
Suore del 2020